Ogni anno, specie nella stagione più calda, colombi, passeri, piccioni ed altri volatili prendono di mira il nostro orto, danneggiando le nostre coltivazioni, frutto di tante fatiche.
Quello dei piccioni è un problema comune a moltissimi contadini che, periodicamente, vedono i propri orti razziati dai piccioni, e non solo.

  • Cosa fare in questi casi?

É chiaro che i contadini non possono rassegnarsi a vedere i propri orti infestati da questi volatili e necessitano di ricorrere ai ripari, magari con soluzioni non invasive per i loro nemici.
Oggi per fortuna esistono diverse soluzioni al problema: basta affidarsi a delle imprese specializzate negli interventi di disinfestazione volatili, che naturalmente agiranno sempre nel rispetto della fauna e delle specie animali.

Conosci la Specie e Difendi il tuo Giardino

Per difendere adeguatamente i vostri orti é necessario conoscere bene il nemico.
Il piccione è il termine volgare, più comunemente adoperato per indicare il Colombo di città.
Si tratta di una specie di volatile che vive sia in città sia in campagna, alla costante ricerca di cibo.
Per questa ragione il piccione non è solo il nemico di molti contadini, ma anche di tutti coloro che, dotati di pollice verde, amano avere un piccolo orto in balcone.
Il piccione é un volatile granivoro, poiché la sua alimentazione si basa su cereali e leguminose.
Questo spiega perché alcuni orti sono presi maggiormente d’assedio rispetto ad altri.

Il problema dei piccioni, che fanno razzia delle nostre coltivazioni, non è comune solo al contadino dei nostri giorni. Già i nostri antenati, infatti, si sono chiesti come fosse possibile difendere i propri orti da queste presenze indesiderate.
La loro risposta fu quella dei dissuasori visivi, tra i quali il più noto è lo spaventapasseri, una soluzione ancora oggi molto comune tra i contadini.
Una caratteristica dei piccioni, infatti, é la loro paura verso tutto ciò che non riconoscono e che potrebbe rappresentare una situazione di pericolo.
Ecco perché la presenza di uno spaventapasseri, che potrebbe essere confuso con un uomo, potrebbe incutere timore nel volatile che potrebbe addirittura decidere di cambiare rotta.
Purtroppo i dissuasori visivi hanno un inconveniente: il loro effetto cessa nel momento in cui il volatile percepisce che quella strana figura presente nell’orto, come nel caso dello spaventapasseri, è assolutamente innocua.

spaventapasseri

Tra i dissuasori più comuni troviamo, innanzitutto lo spaventapasseri, che è il rimedio più antico, ma anche il più facile da realizzare: basterà solo unire la fantasia all’uso di stracci e vestiti vecchi.

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Oggi, in commercio si trovano anche i palloni terrifici, cioè dei palloni gonfiabili che, per il loro disegno, ricordano gli occhi dei volatili. In realtà i palloni terrifici sono una sorta di spaventapasseri gonfiabili, che vanno posizionati in prossimità delle colture che si vogliono proteggere dalle infestazioni di uccelli.

Questi palloni vanno acquistati in kit, all’interno del quale si trovano diverse colorazioni. Per una maggiore efficacia dissuasiva, però, é bene che venga adoperato un solo colore alla volta per un periodo non superiore a 3 settimane.

Infatti, in genere dopo 3 settimane i volatili percepiscono che quelle strane presenze, di quel dato colore, non rappresentano un pericolo per la loro vita e, così, iniziano ad avvicinarsi alle nostre coltivazioni.

È a questo punto che bisogna intervenire sostituendo i palloni terrifici in precedenza usati, con altri di diverso colore.

Altro rimedio largamente diffuso é quello del predatore simulato. Si tratta di far credere ai volatili la presenza nell’orto di un altro predatore che possa intimorirli.
In questi casi, in prossimità degli orti, viene installato un gufo, un predatore particolarmente temuto da quei volatili che non si muovono mai in gruppo.
Esistono anche dissuasori che sfruttano il riflesso della luce del sole, come i cd rom che possono essere attaccati in prossimità delle colture che si vogliono difendere.
Questa tecnica di allontanamento dei piccioni, però, può essere pericolosa e innescare un principio di incendio se usata nei mesi più caldi dell’anno, ed in prossimità di zone secche.